16/01/2010
Cacca di cane
Misteriose combinazioni astrali tramano contro di me.
Nel giro di una settimana ho fatto esperienza di almeno venti modi di incazzarsi come un suino per motivi balenghi di svariata natura.
Partiamo dalla passeggiata col Bassotto. Siamo in pieno centro commerciale, facciamo quattro passi (SEI, vista la situazione specifica) in galleria e guardiamo i negozianti farsi beffe dei consumatori proponendo offerte speciali 3x2 su prodotti scaduti, troppo cari, non funzionanti, classificabili come R.A.N. [R.eperto A.rcheologico N.azionale] inebriati dalla gioia frenetica dei SALDI. Il Bassotto si inebria alla vista di un labrador giallo dallo sguardo amoroso e dalla coda rotante. Si annusano, si leccano, si spintonano un po' e poi simulano indifferenza. Ma gli occhi di entrambi ridono, mentre ci allontaniamo.
Poi, tra un cappotto giallo senape dalle spalle un po' scucite e dai bottoni cadenti e un tv-color marca Geppetto del 1982 ma corredato di antenna a cerchio e prolunga per il telecomando, accade. Il Bassotto si accovaccia. Mi guarda con due occhi che manco Madre Teresa potrebbe.
Muove impercettibilmente la stretta codina nera, la fa vibrare per i primi secondi di produzione della più mostruosa, contorta, imbarazzante e puzzolente MERDA mai vista prima a memoria di cane (e di uomo).
E io resto lì, surgelata. Il Bassotto, che ormai ha finito, che tira il guinzaglio già pronto ad andare avanti con la passeggiata, come niente fosse accaduto, ed io resto lì. Ebete.
Con la faccia di chi non ha mai visto una merda prima.
Finalmente - Gran Dio! Ci vuole sempre uno stronzo, per togliersi dalla merda! - mi riscuoto dal torpore quando una coppia di BASTARDI (BASTARDI, SI! Perchè è veramente INFAME una non-sensibilità del genere!!) mi passa accanto, sfiora la merda con le punte delle scarpe e sibila "Ooooh, ma che sssssssssschiiiiiiiiiiiiiifooo.... Che odore!"
Ora. Le reazioni possibili erano molteplici. Per una persona normale. Cosa che io, palesemente, non sono.
Così, per me la scelta si è posta su due binari.
1) IRONIA: "Che odore? "Ma la mamma ha un nuovo trucco!!" - con voce da bambino raffreddato (chiaramente insensibile all'odore del prodotto in questione, ma superbamente deliziato dal Gled Soffi) e sorriso sghembo, mentre prendo la cravatta Prada del tipo in questione e ci pulisco lentamente la cacca.
2) RABBIA : " Ah, sì? La tua invece puzza di violetta di Parma?"
Scelgo la seconda strada, e apostrofo il burino. Questo si volta, mi guarda con lo splendore dei suoi 32 denti sbiancati con l'ammonio e il laser-B, e mi sussurra: "Ma io non la faccio per terra, davanti a tutti..."
Io sbianco, peggio dei suoi denti: "Questo è ancora da dimostrare!" - gli grido con tutta la forza che ho in corpo, il Bassotto si vergogna di me e in questo momento preferirebbe che all'altro capo del guinzaglio ci fosse la merda, al posto mio.
Il superburinoeccoloqua mi guarda con occhio cattivo e aguzzo.
"Mph. Maleducata..."
E si volta con un gesto enfatico per mostrare il logo sui jeans di Armani.
E parzialmente anche una fetta di culo.
Sorrido.
Sorrido.
Sorriso che poi si allarga in risata spensierata, per la delizia del Bassotto che non capisce e comincia a scodinzolare pensando sia arrivato il Game-Time.
"Ecco come funziona!" - penso tra me e me, mentre spaletto la merda nel più vicino cestino e mi sento improvvisamente civile - "Non è detto che uno stronzo non possa annegare in un mare di merda."
Prendo il bassotto, riprendo a camminare e passo accanto al burino vestito Armani, che ha appena pestato con le Prada-a-Punta la più poderosa cagata di Labrador dell'intero globo.
Mi fermo a guardarlo, tiro fuori un pacchetto di Kleenex dalla borsa e gli chiedo con un soriso: "Fazzolettino?".
11:32
Scritto da : talysla
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15/01/2010
Questione di metodo
Ne avevo già parlato tempo fa, descrivendo le mirabolanti imprese baccagliatorie* di mio fratello Giacomino avvenute in passato e costantemente sotto rischio di caduta libera.
Ora le tecniche di abbordaggio si sono fatte più sofisticate, tecnologiche e - se vogliamo - scaltre.
A tutto discapito della buona fede e del buon giudizio di ognuno.
Facebook, malefica piattaforma sociale, mi riferisco a te! Tu, ormai padrona di una nutrita schiera di assidui che - ignari!- collezionano "contatti**" come figurine dei Pokemon, sei diventata il terreno più fertile dei peggiori baccagliatori del cyberspazio.
Siccome dicono che sono una merda, e che non ho remore né remissione, vi rendo pubbliche alcune lettere che alcuni lettori mi scrivono - ovviamente omettendo nomi&cognomi, perché di querele proprio non ne ho bisogno.
Ho il tunnel carpale da curare. Un figlio in arrivo tra meno di 45 giorni. Due cani che mangiano per quattro. Un marito che mangia per sedici. Sedici amici che mangiano per trentadue. Una spaventosa conoscenza dell'elevazione a potenza, maturata dall'esperienza nel somministrare pasti…
Il top della classifica lo raggiunge la misteriosa "ragazza ventiquattrenne di Torino" - ciaaao, bella! Come stai? Ti piace essere salutata in prima pagina??-
Che mi scrive dal "profilo facebook del fratello".
Eccerto. Come no.
Senti, amico. Parliamoci chiaro, tu ed io.
Abbiamo tutti passato l'adolescenza (credo!) o no?
Lo sai che un profilo di facebook si crea in meno di 4 minuti?
Lo sai che è completamente gratuito?
Lo sai che non basta aggiungermi tra gli amici per poter poi vantare
Particolari ipotetiche scorribande sessuali con me condivise?
Perlomeno devi impegnarti un po' di piu'.
Magari trovare un nome per la tua "sorella ventiquattrenne di Torino" poteva valere uno sforzo.
Mitico colui che mi richiede l'amicizia e - al mio "chissei??" - risponde fiero:
"Sono A. e ho un CAZZO COSI'!" .
Un duca.
Mi consenta, signor duca. Forse ha sbagliato persona. Le serve un andrologo.
Anche se - a mio avviso - un proctologo *** andrebbe meglio.
Spettacolare T. di Settimo.
Non esita un secondo a contattarmi e a scrivermi quanto il mio blog sia pieno di ispirazione per lui, che legge sempre di tutto e volentieri e spesso e ha fatto il liceo e la poesia gli piace tantissimo e le riflessioni di Voltaire, poi…
…la poesia?
Ok, T. di Settimo. Hai sbagliato blog. Ora che faccio? Ti tengo tra gli amici o ti cazzio?
I migliori, però, sono in gruppo. Sono quelli che ti chiedono l'amicizia.
La concedi, poi non li leggi né li vedi più per mesi.
Le loro facce sono li' , tra i tuoi contatti.
Mute.
Che fine hanno fatto?
A cosa gli servivi?
Inizi a farti delle domande.
Guarderanno le mie foto?? Soppeseranno lo sguardo dei miei occhi mentre taglio la torta di compleanno, si faranno domande su di me? Scruteranno le mie schede, guarderanno i risultati dei miei test psicologici e valuteranno di conseguenza la mia personalità?
No.
No, ragazzi.
Siamo numeri, e da quando Facebook è entrato nel quotidiano, lo siamo diventati ancora di più.
Persino il mio salumiere non mette più i numerini di carta.
Tanto, gli basta guardarci in faccia per riconoscere chi è 1, chi è 10, chi è 1000…
******************************************************************
* Baccagliare: voce del verbo "provarci spudoratamente pur sapendo di non aver speranza alcuna"
**Contatti : persone più o meno esistenti collezionabili sulla propria homepage di Facebook
***Proctologo: serio professionista che sta tutto il giorno in mezzo ai coglioni, ma che in compenso becca 100 euro al mese senza spaccarsi le palle.

21:50
Scritto da : talysla
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13/01/2010
Pensi tu alla spesa?
Sapevo che prima o poi sarebbe successo.
Supermario ha fatto la spesa, ed è tornato col sacchetto carico carico di... tutto ciò che poteva arrivare all'altezza delle sue paffute manine.
Escluso, ovviamente, ciò che gli avevo scritto sul foglietto di carta infilato con amore nel portafoglio.
Quest'occasione mi è di spunto per riflettere sulla spesa di ogni giorno, e - ancora una volta!- sulle differenze che dividono il cromosoma X da quello Y.
Il maschio medio (d'ora innanzi denominato EMME), 30 anni, fisico ne' atletico ne' barzotto, entra nel supermercato e gli si spalanca un universo. Fatto di MARS, barrette al triplo CIOCCOLATO e snack iperproteici vitaminizzati. All'aroma di caramello e noci.
La donna media (d'ora innanzi denominata EFFE), 30 anni, fisico perennemente in bilico tra la quarantadue e la quarantaquattro, entra nel supermercato e si prepara alla trincea: seguire scrupolosamente i dettami della lista della spesa, facendo uno slalom da anguilla tra tutto cio' che non rientra (ma potrebbe, un giorno, eventualmente, magari rientrare) e tutto quello che non dovrà MAI essere preso in considerazione.
Curiosamente, l'ultima categoria coincide con tutto ciò che potrebbe essere aromatizzato al caramello e noci.

Al rientro dal supermercato, i risultati:
Esemplare M :
Sale le scale del pianerottolo facendo i gradini "a tre a tre", roteando pericolosamente il sacchetto che tiene infilato al polso destro. Con la mano sinistra impugna il cellulare e gioca al tetris.
Entra in casa, sbatte la busta sul tavolo della cucina ignorando rumori di cocci e vetri e si dirige illic et immediate in bagno per fare la cacca. Non prima di aver tirato fuori dal sacchetto un paio di riviste di informatica e videogames.
Contenuto del sacchetto dell'esemplare M:
- una confezione maxi di Mars
- due scatole di cereali al cioccolato ricoperti di zucchero
- una bottiglia di Pepsi Cola al limone
- un vasetto di burro di arachidi
- una bottiglietta di salsa barbeque con il 75% di sale e materia grassa
- una vaschetta di gelato al triplo cioccolato con croccantini al cacao ricoperti di nocciole
- quattro bicchieri di Nutella (perchè ,acquistandone piu' di 3, si aveva diritto ad una borraccia termica omaggio)
- una griglia da quattro lattine di birra
- una confezione di preservativi colorati e al gusto di frutta
- un DVD pieno di programmi shareware
- tre lattine di Spuntì al tonno
- una carota, malamente infilata in una busta trasparente etichettata poi col prezzo delle melanzane.
Esemplare F:

Caracollando sui tacchi 12 centimetri e lottando con l'orlo della gonna che resta impigliato nelle quattro buste di carta riciclata che regge con la mano sinistra, apre la porta a fatica reggendo il cellulare tra l'orecchio e la clavicola , discutendo animatamente con la madre di quanto sia meglio usare l'azzurro per le tendine della doccia piuttosto che il tortora.
Entra in casa, posa le quattro buste per terra e lancia i sandali sotto al divano con sollievo e senso di gratitudine. Si morde il labbro, pensando che vorrebbe tanto (ma proprio tanto!) fare pipì e bere un bicchiere di acqua e prendere una boccata di aria fresca e levare quell'orribile reggiseno con ferretto che le sta penetrando lo sterno MA - occhiata alla spesa abbandonata a sè - si china con stoica fatica e provvede immediatamente a ritirare il tutto negli appositi spazi.
Contenuto del sacchetto dell'esemplare F:
- una confezione di cereali senza sale nè zucchero nè grassi
- una torta fatta con farina di farro
- un pacco di biscotti senza glutine, nè uova, nè zucchero, nè grassi animali
- dodici confezioni da due di yogurt con solo il 4% di grassi
- un enorme pacco di Tampax
- un blister da 12 uova biologiche
- una confezione di seitan da mezzo chilo
- una scatola di preparato per fare il tofu in casa
- un CD rom pieno di programmi shareware (dello scorso anno)
- un prodotto per pulire il mobile del salotto (quello grigio)
- un prodotto per pulire la scala (quella di legno)
- un prodotto per pulire i gradini della scala
- un prodotto per pulire i prodotti, prima di ritirarli nell'armadietto
- due chili di carote, infilate in due buste trasparenti per evitare rotture.
00:07
Scritto da : talysla
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