Lo chiameremo Rvzdstrpekkekoppì.

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Dopo qualche anno trascorso sui forum di gravidanza di mezzo mondo credi di averle sentite tutte. Ho sentito di gente che cura il mal di pancia del figlio con le pere marce, o che crede che un giro sul tram a mezzanotte e mezza del terzo lunedi di luna piena dell’anno possa aiutare a scacciare il malocchio, o che infila prezzemolo negli orifizi più intimi dei pargoletti per far passare le coliche.

Avrei qualche appunto già per questi casi patologici, del tipo: se per un mal di pancia gli dai la pera marcia, che gli dai se gli viene la dissenteria?

E ancora, conta qualcosa se l’anno è bisesto e se nella tua città i tram dopo mezzanotte non circolano dal 1982?

E, soprattutto, se il verduriere ha finito il prezzomolo che fai? Usi le zucchine? °_°’

Gente come questa è per me una continua provocazione, mi stimola riuscendo a solleticare la parte più satanica che so di avere da qualche parte, vicino al cuore e proprio accanto alla milza… o all’intestino crasso, ma che importa? E’ della gente che mi circonda qui, oggi, nell’hotel di cui sono ospite a Riva del Garda (TN) che voglio parlare.

L’unico tipo di persona in grado di togliermi la parola. Il neo-genitore soddisfatto del proprio prodotto. Della propria scelta.

Di aver chiamato il pargolo col nome più assurdo e mai sentito (sentiBILE) della storia.

Son gente che riesce a indurmi rigurgiti di bile ad ogni volta in cui si fa sentire chiamare il figlio.

“Aga, Agaaaaa…Dove sei?” (Quando “Aga” è nientemeno che Agamennone. Bimbetto di dodici chili per due anni di età. Tu te lo immagini già ottantenne, tutto intento a fumarsi una pipa con arcigna malevolenza mentre siede nella sua stagionale poltrona di pelle scura in fondo al salotto buono.

Agamennone immerso nel buio. Aga, per gli amici e per quella rovinavite della madre.

Che magari l’avesse chiamato “Matteo” ora sarebbe un nonnino per bene, di quelli che vanno al parco per dare da mangiare alle anatre.

E poi c’è Ishmael. Ishmael, che manco ha una goccia di sangue ebreo nelle vene e che fa Santuzzi di cognome ed è nato a Portici.

“Ishmael, vieni a giocare col tuo amico Agamennone, dai.”

Dai, che se fate a botte qui ci si rompe il culo dal ridere per fare il tifo.

Il piccolo Laerte mi mette i brividi, poi. La mamma aveva visto l’Amleto la sera prima del parto. Evviva. Che culo.

Io poco prima di partorire ho visto Striscia la Notizia. Cazz, a ben pensarci avrei potuto chiamarlo Gabibbo.

Ma loro no, imperterriti difensori del “nome originale e colto e demodè ma attuale”, i neogenitori del piccolo Laertino (Laertuccio? Laertello?!) son soddisfatti pionieri di una battaglia ardimentosa, e si riempiono la bocca di nostalgici “Ah, fosse stato ancora vivo il nonno, sai quanto avrebbe gradito la nostra scelta?”.

Che se quella buonanima del nonno fosse stato ancora vivo gli avrebbe detto, con tutto il dovuto rispetto e magari un peto di coreografia sparato nel mentre, qualcosa come “Ma andate a cagare, deficienti, e dategli un nome normale!”

Eppure, la vita è così. Negli anni ’80 tutti chiamavano i figli coi nomi dei cantanti e degli attori del tempo. Romina, Adriano, Roberta, Chiara,…

Nei ’90 la musica è cambiata,e si è passati al battesimo di massa: oggi migliaia di Martine ventenni sfrecciano sui motorini attraversando la città per raggiungere altrettante migliaia di Jessica, Christian, Mattia, Giulia e Alice.

Con orrore penso al 2020, in cui mio figlio – unico portatore sano di nome comune italiano – dividerà le uscite al cinema e al Mc Donald con Aisha Cantalupo, Chanel Montemmare, Furdohazi Niguzzo  e  con tutta probabilità si  fidanzerà con  Shanaya Pedrazzoni, che fomenterà i miei peggiori incubi nelle innumerevoli nottate perse a ripassare la giusta pronuncia del suo nome.

La soluzione, manco a dirlo,è aspettare il ritorno della ruota del tempo secondo cui prima o poi ogni cosa si ripete.

Sono disposta ad accompagnare mio figlio all’altare se si vorrà sposare con una Martina o con un Marco, ma per favore con Shaderaia o con Laerte no. Assolutamente no. Please.

Lo chiameremo Rvzdstrpekkekoppì.ultima modifica: 2010-08-11T15:05:59+00:00da talysla
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